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La compravendita non assorbe l’accettazione all’eredità

Accettazione tacita dell'eredità

In tema di imposta di registro, il principio di assorbimento previsto dall’articolo 10 del decreto legislativo
n. 23/2011 non si applica alla dichiarazione di accettazione dell’eredità, contenuta nello stesso atto che
contiene una compravendita di un immobile proveniente da una successione mortis causa.
Questo principio è stato confermato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 37483 del 22 dicembre
2022.
Prima di esaminare nel merito la vicenda processuale, è opportuno ricordare che il citato decreto n. 23/2011
ha riformato la tassazione dell’imposta di registro con particolare riferimento agli atti relativi a trasferimenti
immobiliari.
Per effetto delle modifiche, le aliquote relative ai trasferimenti immobiliari sono state riformulate nella
misura del 9% (aliquota ordinaria) e del 2% (in caso di agevolazione “prima casa”).
In entrambi i casi si è previsto che l’imposta di registro non può essere inferiore a 1.000 euro.
Il terzo comma della stessa disposizione ha introdotto il “principio di assorbimento”, stabilendo che “gli
atti assoggettati all'imposta di cui ai commi 1 e 2 e tutti gli atti e le formalità direttamente conseguenti
posti in essere per effettuare gli adempimenti presso il catasto ed i registri immobiliari sono esenti
dall'imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e sono soggetti a ciascuna delle
imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro cinquanta.”
Al riguardo, la circolare n. 2/2014 ha precisato che “il legislatore ha dunque, introdotto, a partire dal 1°
gennaio 2014, un regime di assorbimento che prevede l'esenzione dall'imposta di bollo, dai tributi speciali
catastali e dalle tasse ipotecarie per gli atti per i quali trova applicazione l'articolo 1 della Tariffa, parte
prima, allegata al TUR. Analoga misura di favore è prevista per tutti gli atti e le formalità direttamente
conseguenti ai predetti atti di trasferimento o di costituzione di diritti reali immobiliari di godimento, posti
in essere per effettuare i relativi adempimenti presso il catasto ed i registri immobiliari”.
Il caso in esame ha riguardato la registrazione di un atto di compravendita di un immobile, derivante da
una successione ereditaria, nel quale era contenuta anche un’accettazione tacita di eredità.
Come precisato dalla stessa ordinanza in commento, l’accettazione tacita di cui all’articolo 476 del codice
civile si concretizza nel compimento di atti che presuppongono necessariamente “…la volontà di accettare
e che il chiamato non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede…”.
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In sede di registrazione dell’atto, il notaio ha versato regolarmente le imposte relative al trasferimento
immobiliare, mentre non ha versato le imposte dovute alla Conservatoria relative all’accettazione tacita di
eredità, ritenendo che tale accettazione fosse un negozio derivante dalla cessione immobiliare e, quindi, i
relativi tributi non fossero dovuti ai sensi del richiamato articolo 10, terzo comma, del Dlgs n. 23/2011.
L’ufficio ha emesso un avviso di liquidazione al fine di recuperare le imposte relative alla trascrizione tacita
di eredità, in considerazione del fatto che il principio di assorbimento di cui si è detto riguarda gli
adempimenti e le formalità derivanti dal trasferimento immobiliare.
Nel caso in discussione, secondo l’Agenzia, l’accettazione di eredità è una fattispecie che precede l’atto di
trasferimento immobiliare e, pertanto, è estranea alla disciplina richiamata.
I giudici tributari, sia in primo che in secondo grado, hanno accolto la tesi del notaio, soprattutto in
considerazione del fatto che la dichiarazione di accettazione di eredità era contenuta nello stesso atto che
prevedeva il trasferimento immobiliare.
I giudici della Cassazione, richiamando alcuni propri precedenti (sentenze n. 37369/2021 e 40689/2021)
hanno, invece, ritenuto corretta la tesi erariale, evidenziando che l’accettazione tacita di eredità:
• è una fattispecie distinta e autonoma rispetto al trasferimento immobiliare
• precede il trasferimento immobiliare e, quindi, non è una formalità conseguente al trasferimento
stesso.
Di conseguenza si è ritenuto inapplicabile, all’accettazione tacita di eredità, il principio di assorbimento di
cui al Dlgs n. 23/2011, con conseguente riconoscimento della legittimità dell’avviso di liquidazione emesso
dall’ufficio.
Occorre precisare che, con la circolare n. 2/2014, l’Agenzia delle entrate aveva già fornito chiarimenti in
merito alla situazione in esame, precisando che “In forza di quanto osservato, la trascrizione
dell'accettazione tacita di eredità resta esclusa dall'ambito applicativo del citato comma 3 dell'articolo 10
del decreto e rimane quindi assoggettata, all'atto della richiesta di formalità, ad imposta ipotecaria nella
misura prevista dall'articolo 4 della Tariffa - misura elevata, dal 1° gennaio 2014, ad euro 200 per effetto
delle disposizioni di cui all'art. 26, comma 2, del decreto-legge n. 104 del 2013 - a tassa ipotecaria e ad
imposta di bollo.